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Part time e secondo lavoro

Secondo lavoro
Era già emerso in altre sentenze ma questa volta la Corte di Cassazione ha confermato con forza che in caso di contratto part time un lavoratore può avere un secondo contratto di lavoro con un'altra azienda.

La sentenza n. 13196 del 25 maggio 2017 conferma l'impossibilità di un'azienda di inserire nel regolamento aziendale una clausola che vieta al lavoratore di avere un altro rapporto di lavoro. Tuttavia se da un lato è possibile in presenza di un contratto a tempo parziale con un'azienda avere un un altro contratto, esistono dei limiti che il lavoratore deve rispettare in caso di un doppio rapporto subordinato (tempo indeterminato o determinato):
  • la durata massima dell'attività lavorativa non può eccedere le 48 ore settimanali
  • ci deve essere un riposo settimanale di almeno 24 ore ogni 14 giorni (al massimo)
  • ci deve essere un riposo giornaliero di 11 ore ogni 24 ore


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Licenziamento illegittimo
Con il passare degli anni e delle riforme del lavoro, il quadro delle sanzioni in caso di licenziamento illegittimo è molto cambiato. I due strumenti principali, la reintegrazione nel posto di lavoro e l'indennità economica si applicano in modo differente tra privato e pubblico e soprattutto per chi è stato assunto con la Riforma Fornero o con le tutele crescenti del Jobs Act.

Settore privato
  • Aziende con più di 15 dipendenti 
    • Assunti prima del 7 marzo 2015
      • In caso di giusta causa o giustificato motivo oggettivo (disciplinare) è previsto il reintegro nel posto di lavoro e un'indennità di massimo 12 mesi se il fatto non esiste oppure solo un'indennità compresa tra 12 e 24 mensilità 
      • In caso di giustificato motivo oggettivo (licenziamento economico individuale) o procedura di licenziamento collettivo è prevista solo l'indennità compresa tra 12 e 24 mensilità 
    • Assunti dopo il 7 marzo 2015 (tutele crescenti)
      • In caso di giusta causa o giustificato motivo oggettivo è previsto il reintegro nel posto di lavoro e un'indennità di massimo 12 mesi se il fatto non esiste oppure un'indennità per ogni anno di lavoro pari a 2 mensilità con un minimo di 4 e un massimo di 24
      • In caso di giustificato motivo oggettivo (licenziamento economico individuale) o procedura di licenziamento collettivo è prevista solo un'indennità per ogni anno di lavoro pari a 2 mensilità con un minimo di 4 e un massimo di 24

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Contratto Orafi e Argentieri
E' stato sottoscritto il 18 maggio 2017, dopo oltre tre anni di attesa, il rinnovo del CCNL Orafi, Argentieri e Gioiellieri per gli anni 2017-2020.

L'accordo è stato siglato dai sindacati Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uil-Uilm e l'associazione datoriale Federorafi (Confindustria). Il nuovo contratto coinvolte oltre 30mila lavoratori del settore metalmeccanico ed è valido fino al 30 giugno 2020.

Vediamo in dettaglio le novità del rinnovo:
  • Aumenti minimi retributivi: come già accade per altri contratti, gli incrementi delle retribuzioni saranno legati ai valori dell'inflazione (Ipca) rilevata dall'Istat ed erogati nel mese di giugno di ogni anno:
    • 1 giugno 2017 (i valori riportati sotto non sono stati ancora adeguati al valore reale rilevato)
      • 1° categoria: 8,25 euro
      • 2° categoria: 9,06 euro
      • 3° categoria: 9,99 euro
      • 4° categoria: 10,39 euro
      • 5° categoria: 11,10 euro
      • 5°S categoria: 11,85 euro
      • 6° categoria: 12,74 euro
      • 7° categoria: 13,85 euro

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Libretto di famiglia
Dopo l'addio ai voucher è in arrivo per le famiglie un libretto telematico prefinanziato che può essere utilizzato per pagare colf, badanti, baby sitter e più in generale per l'assistenza domiciliare.

La nuova disciplina prevede un libretto che potrà essere utilizzato da tutte le famiglie senza nessuna esclusione tra i lavoratori che possono riceverlo. I limiti sono nelle attività ammesse:
  • Lavori domestici (es. colf, giardiniere)
  • Assistenza domiciliare (es. badanti)
  • Lezioni private (es. insegnanti per ripetizioni)
Per ottenere il libretto di famiglia ci si deve recare presso un ufficio postale ma è inoltre obbligatorio registrarsi sul sito dell'Inps e il pagamento deve avvenire online tramite F24. 

Le regole relative ai pagamenti sono abbastanza semplici: il datore di lavoro (cioè la famiglia che usufruisce del servizio) deve comunicare la prestazione lavorativa entro il 3 del mese successivo. In questo modo entro il 15, sempre del mese successivo, l'Inps procederà all'accredito del compenso sul conto corrente o tramite bonifico domiciliato. 


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Metalmeccanici aumenti dal 1 giugno 2017
Non lo si può definire un vero aumento retributivo. Infatti l'incremento che spetta ai metalmeccanici a partire dal 1 giugno 2017 sta già generando molta insoddisfazione tra i lavoratori del settore.

Questa tranche di aumenti, come previsto dal rinnovo 2016-2019 del CCNL, è legata all'indice dei prezzi al consumo (Ipca) rilevato dall'Istat che per il 2016 si è fermato ad un +0,1% di inflazione (invece di un +0,5% stimato). Ciò ha comportato una riduzione consistente dell'aumento retributivo previsto in fase di rinnovo del contratto metalmeccanici industria.

Per il 2017 quindi, a parte gli 80 euro lordi di una tantum che tutti i lavoratori si sono trovati in busta paga a marzo, l'incremento retributivo dei minimi sarà praticamente inconsistente. Vediamo più in dettaglio le retribuzioni dei livelli del settore metalmeccanico:

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