10 novembre 2014

Infortunio in itinere - Come funziona [AGGIORNATO]

Nell'infortunio in itinere viene data copertura assicurativa per gli infortuni subiti dai lavoratori assicurati durante il tragitto per raggiungere o rientrare dal posto di lavoro.

Sono diversi invece le regole per quanto riguarda la visita fiscale in caso di infortunio sul lavoro.

L'Inail prevede la tutela del lavoratore nel caso in cui l'evento sia occorso:
  • durante il normale percorso di andata e ritorno dall'abitazione al posto di lavoro (sono esclusi dalla tutela gli infortuni occorsi entro l'abitazione, comprensiva delle pertinenze e delle parti condominiali)
  • durante il normale percorso che il lavoratore deve fare per recarsi da un luogo di lavoro ad un altro, nel caso di rapporti di lavoro plurimi
  • durante l'abituale percorso per la consumazione dei pasti qualora non esista una mensa aziendale
L'Inail precisa che le interruzioni e deviazioni del normale percorso non rientrano nella copertura assicurativa ad eccezione dei seguenti casi:
  • interruzioni/deviazioni effettuate in attuazione di una direttiva del datore di lavoro
  • interruzioni/deviazioni "necessitate" ossia dovute a causa di forza maggiore (es. guasto meccanico) o per esigenze essenziali ed improrogabili (es. soddisfacimento di esigenze fisiologiche) o nell'adempimento di obblighi penalmente rilevanti (es. prestare soccorso a vittime di incidente stradale)
  • le brevi soste che non alterano le condizioni di rischio.
L'assicurazione vale anche nel caso di utilizzo di un mezzo di trasporto privato, a condizione che sia necessario l'uso. Cioè nel caso di inesistenza di mezzi pubblici che colleghino l'abitazione del lavoratore al luogo di lavoro, incongruenza degli orari dei servizi pubblici con quelli lavorativi e distanza minima del percorso tale da poter essere percorsa a piedi. Per mezzo di trasporto privata si deve intendere non solo l'automobile ma anche la bicicletta.

[Aggiornamento del 10/11/2014] Secondo la sentenza della Cassazione (n. 22154 del 20 ottobre 2014) non può essere considerato infortunio in itinere l'incidente occorso con il proprio mezzo privato quando non necessario.
Ma cosa vuol dire precisamente "non necessario"? Il proprio mezzo privato diventa superfluo laddove siano presenti mezzi pubblici, facilmente raggiungibili, che permettano di recarsi al lavoro senza eccessive differenze tra il tempo necessario per raggiungere il lavoro con un mezzo privato e un mezzo pubblico.






2 commenti:

Anonimo ha detto...

Buongiorno, grazie per questo post.
Vorrei chiedere quanto potrebbe essere una "eccessiva differenza di tempo".
Io vivo a Roma e andando a lavoro in scooter impiego 20-25 minuti, mentre coi mezzi pubblici impiegherei minimo 1 ora, al netto di imprevisti che sono frequentissimi.
Questa è considerabile una "differenza eccessiva"?
Grazie

Fabio ha detto...

@anonimo 10 novembre: non sono un legale ma da quanto letto nella sentenza della cassazione un "raddoppio" di tempo può essere considerata una differenza eccessiva e quindi giustificare l'utilizzo di un mezzo privato.