Riforma delle professioni 2012 - Le novità

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.189 del 14 agosto il decreto n.137 del 7 agosto 2012, recante la riforma degli ordinamenti professionali. Questa riforma delle professioni contiene diverse novità per tutte le attività professionali regolamentate da ordini, albi o collegi. Il decreto prevede:
  • libero accesso alle professioni regolamentate, ferma restando la disciplina dell'esame di Stato. Sono vietate limitazioni alle iscrizioni agli albi professionali non fondate su espresse previsioni inerenti al possesso o al riconoscimento dei titoli previsti dalla legge per la qualifica e l'esercizio professionale, ovvero alla mancanza di condanne penali o disciplinari irrevocabili. Non sono ammesse limitazioni del numero di persone titolate a esercitare la professione, con attività anche abituale e prevalente, su tutto o parte del territorio dello Stato, attraverso previsioni deontologiche, a eccezione dell'esercizio delle funzioni notarili
  • la possibilità, per i professionisti, di pubblicizzare il proprio studio e l'attività esercitata con ogni mezzo per assolvere alla funzione informativa riguardo all'attività svolta, alle specializzazioni, ai titoli posseduti attinenti alla professione, alla struttura dello studio professionale e ai compensi richiesti per le prestazioni. La pubblicità informativa dev'essere funzionale all'oggetto, veritiera e corretta
  • l'obbligo per tutti i professionisti di stipulare una polizza assicurativa a copertura di eventuali danni derivanti al cliente dall'esercizio dell’attività professionale. Gli estremi della polizza e il relativo massimale devono essere resi noti al cliente al momento dell’assunzione dell’incarico. È previsto comunque un anno di tempo dall'entrata in vigore del decreto per adeguarsi alla prescrizione
  • l'obbligo di svolgere per 18 mesi il tirocinio professionale teorico-pratico presso un professionista iscritto all'albo almeno da 5 anni. Il medesimo professionista affidatario non può assumere la funzione per più di 3 praticanti contemporaneamente. I praticanti sono tenuti ad osservare gli stessi doveri e norme deontologiche dei professionisti e sono soggetti al medesimo potere disciplinare. Il tirocinio può anche consistere nella frequenza a corsi di formazione professionale per un periodo non superiore a sei mesi
  • l'obbligo di formazione continua per i professionisti. Entro un anno dall'entrata in vigore del decreto il Consiglio nazionale dell'ordine disciplinerà: le modalità e condizioni per l'assolvimento dell'obbligo di aggiornamento da parte degli iscritti e per la gestione e l'organizzazione dell'attività di aggiornamento a cura di ordini, collegi territoriali, associazioni professionali e soggetti autorizzati
  • norme specifiche per gli avvocati: l'avvocato deve avere un domicilio professionale nell'ambito del circondario di competenza territoriale dell'ordine presso cui è iscritto, salva la facoltà di avere ulteriori sedi di attività in altri luoghi del territorio nazionale. Il tirocinio forense può essere svolto anche presso l’Avvocatura nazionale dello Stato, per non più di 12 mesi; almeno 6 mesi dovranno essere invece svolti presso un avvocato. Il diploma conseguito presso le scuole di specializzazione è valutato pari a un anno di tirocinio. Un decreto del Ministero della Giustizia dovrà disciplinare l’attività di praticantato presso gli uffici giudiziari.

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