Licenziamenti collettivi - Cosa cambia con la Riforma Fornero

Le norme che regolano i licenziamenti collettivi si applicano alle imprese che abbiano occupato più di 15 dipendenti negli ultimi 6 mesi e che, a seguito di una riduzione o cessazione dell'attività, effettuino almeno 5 licenziamenti.

Questi licenziamenti devono avvenire nell'arco di 120 giorni in ciascuna unità produttiva o in più unità nella stessa provincia. I requisiti per il licenziamento collettivo sono quindi:
  • licenziamenti di almeno 5 dipendenti in imprese con più di 15 dipendenti nell'arco di 120 giorni
  • i licenziamenti devono essere motivati da esigenze di riduzione o cessazione dell'attività
Per avviare i licenziamenti è necessario che l'azienda fornisca comunicazione scritta alle rappresentanze sindacali e associazioni di categoria, senza la quale c'è l'inefficacia della procedura. La comunicazione deve contenere:
  • i motivi della situazione di eccedenza 
  • i motivi per i quali non si può adottare misure volte ad evitare il licenziamento collettivo
  • il numero, la collocazione e i profili in eccedenza
  • i tempi di attuazione del programma di riduzione, con obbligo del preavviso da parte dell'azienda
  • eventuali misure per fronteggiare le conseguenze sul piano sociale dei licenziamenti
Al termine di questa procedura l'azienda deve versare, per ogni lavoratore licenziato, una somma pari a:
  • 6 volte il trattamento iniziale netto di mobilità spettante al lavoratore in 30 rate mensili, se il licenziamento è avvenuto dopo la fruizione della Cigs
  • 9 volte il trattamento iniziale netto di mobilità, nel caso la riduzione di personale è avvenuta senza aver prima utilizzato la Cgis
In entrambe i casi la somma da pagare è ridotta di 3 mensilità se la messa in mobilità avviene previo accordo sindacale.

Per quanto riguarda il ricorso per licenziamento, si applicano i termini di impugnazione previsti dall'art.6 della L. n.604/66 e dunque questo dovrà essere impugnato in via stragiudiziale entro 60 giorni e l'azione in giudizio andrà poi proposta entro i successivi 180 giorni. Il lavoratore è bene che conosca anche i cambiamenti introdotti al licenziamento illegittimo.


[Aggiornamento del 29/09/2016] Cambiano le regole dei licenziamenti collettivi dal 1 gennaio 2017: la mobilità viene sostituita dalla NASpI.

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    Commenti

2 commenti :

  1. Buona sera,

    Le espongo la mia situazione.
    Sono impiegata in un'azienda del settore del commercio con contratto a tempo indeterminato da 11 anni.
    Da pochi giorni sono venuta a sapere che l'azienda ha dato in gestione (o appalto o simili) una sezione dell'azienda (settore logistica e trasporti) ad una società esterna.
    La titolare ha detto che licenzierà tutto il personale (siamo 16 dipendenti tra impiegati, magazzinieri ed autisti), cambierà probabilmente la denominazione sociale e poi riassumerà qualcuno del personale.
    Vorrei sapere:
    1- se l'azienda può fare una manovra del genere, cioè se può licenziare tutti per poi riassumere solo alcune persone;
    2- con quali criteri è legittimo licenziare qualcuno (se si guarda l'anzianità di servizio, lo stato di famiglia o altro). Io lavoro lì da 11 anni, sono sposata, ma non ho figli. Il mio collega (lavoro nel mio stesso ufficio) ha una figlia ma lavora lì solo da due anni. Tra me e lui chi sarebbe più legittimo licenziare?
    3- In caso venissi licenziata, usufrurei della mobilità o della disoccupazione?
    4- Posso richiedere anche l'incentivo all'esodo?

    La ringrazio in anticipo per la sua risposta, mi complimento anche per il suo blog, è molto interessante.

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  2. @anonimo 30 ottobre: sono domande delicate e ti consiglio di sentire un legale o sindacato.
    comunque non esiste una regola per capire chi sarebbe legittimo riassumere. sicuramente ti spetta la disoccupazione.

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