Assenza ingiustificata dal lavoro - Quando c'è il licenziamento?

Quella dell'assenza ingiustificata è un tema delicato, soprattutto per i lavoratori che non hanno chiare le regole da seguire e per le aziende che molto spesso non comunicano ai dipendenti il modo corretto di segnalare un'assenza.

Che sia dovuta a motivi legittimi (gravi problemi familiari o personali) o alla malattia, nel caso in cui il lavoratore non giustifichi il fatto di non essersi recato al lavoro può comportare il licenziamento. Infatti, secondo la Corte di Cassazione (sentenza n. 10352 del 13 maggio 2014) rientra negli obblighi del dipendente la corretta comunicazione al datore di lavoro di eventuali problemi che non gli permettano di recarsi al lavoro.

Per quanto riguarda la malattia, sul blog abbiamo già visto i vari passaggi da fare anche con il certificato medico online. Nonostante questo arrivi via posta certificata al datore di lavoro, è necessario che il lavoratore invii copia del certificato (la parte relativa al datore di lavoro) o l'indicazione del numero di protocollo entro due giorni dall'inizio della malattia.

Nel caso invece di assenze non legate allo stato di salute, anche queste devono essere prontamente comunicate, se possibile prima dell'inizio dell'orario di lavoro. In caso contrario, il datore di lavoro potrebbe avviare la procedura di licenziamento del dipendente. Se invece si tratta soltanto di ritardi in entrata, le sanzioni per il lavoratore potrebbero portare soltanto alla sospensione.

Totalmente diversa è la questione relativa al licenziamento per malattia, che scatta nel caso di scarso rendimento dovuto agli eccessivi eventi morbosi del lavoratore.

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