Licenziamento per malattia - Quando è legittimo? [AGGIORNATO]

Chiariamo subito un punto: quando si è in malattia non ci si deve preoccupare per il proprio posto di lavoro o per gli impegni e responsabilità che si hanno sul luogo di lavoro.

L'indennità economica di malattia è un diritto presente in tutti i CCNL e nessun datore di lavoro potrà mai licenziarvi per essere stati a casa malati. Tuttavia, è bene precisare che ci sono dei casi in cui la malattia può portare al licenziamento:
Il primo caso è già stato trattato sul blog e il funzionamento è piuttosto semplice: i vari contratti collettivi di lavoro stabiliscono un numero massimo di giorni di malattia entro i quali c'è la conservazione del posto di lavoro (es. nel commercio sono 180 giorni in 1 anno solare). Oltre questo valore scatta il licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

Questa procedura che viene avviata anche in caso di assenza ingiustificata del lavoratore o, come indicato nel secondo punto, se il lavoratore viene sorpreso a lavorare durante il periodo di malattia presso terzi. 

Il secondo caso è più complesso e fa riferimento alla sentenza n. 18678 del 4 settembre 2014 della Corte di Cassazione. Si può affermare che la malattia come evento morboso, se non c'è superamento del periodo di comporto, non ha rilevanza "legale". Ciò che conta sono i giorni di assenza che sommati insieme portano ad uno scarso rendimento e rendono quindi la prestazione  lavorativa inutile.

Ma come si può arrivare ad uno scarso rendimento tale da portare al licenziamento? Nel caso in questione, oggetto della sentenza, si porta l'esempio di malattie reiterate, brevi e ripetute nell'arco dello stesso mese, con l'aggravante di essere "costantemente agganciate ai giorni di riposo del lavoratore". Lo scarso rendimento ha quindi portato al licenziamento per giustificato motivo oggettivo determinato da ragioni tecniche, organizzative e produttive.


[Aggiornamento del 26/10/2015] Una sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito alcuni dubbi sulla riammissione in servizio e successivo licenziamento per superamento del comporto.

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1 commenti :

  1. Uno dei problemi dell'Italia.
    Da me c'è un personaggio che tutte le estati prende ferie ad agosto, 4 settimane. TUTTI gli anni si "ammala" intorno al 15 luglio e torna a lavoro il 15 settembre. TUTTI GLI ANNI.
    Quest'anno se l'è presa comoda e ha deciso di prolungare fino al 2 ottobre.
    Ora, io dico, è allergico all'estate?? E' logico che sia una grandissima finta!!

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