Flessibilità di orario - Cosa cambia con il rinnovo del Commercio

All'interno del rinnovo del Contratto del Commercio è previsto un articolo che riscrive le regole sulla flessibilità di orario per i lavoratori del terziario.

A partire da aprile 2015 durante i periodi di picchi lavorativi, come festività o saldi di stagione, l'azienda potrà richiedere di superare il normale orario di lavoro fino a 44 ore settimanali per un massimo di 16 settimane senza dover retribuire i propri dipendenti con la maggiorazione da straordinario.

Se il datore di lavoro richiede di lavorare il massimo delle ore concesse da questo nuovo articolo presente nel rinnovo, la media giornaliera di straordinari non retribuiti da effettuare su 6 giorni lavorativi è di 40 minuti al giorno.

Nei casi di avvio del programma di flessibilità quindi le ore di lavoro prestate in più oltre le normali 40 ore settimanali saranno riconosciute come riduzione di orario nei periodi in cui l'attività lavorativa è ridotta.

La riduzione di orario deve essere concessa nei 12 mesi successivi l'inizio della flessibilità e le eventuali ore non recuperate devono essere pagate come straordinario. Se i picchi di lavoro si prolungano nel tempo, oltre l'orario prestabilito dal rinnovo (16 settimane) scatta la maggiorazione da lavoro straordinario.

Tra gli obblighi del datore di lavoro c'è quello di comunicare almeno 15 giorni prima l'inizio del periodo di flessibilità.


[Aggiornamento del 14/07/2016] Anche nel settore del Terziario Confesercenti è stata introdotto la flessibilità come prevista nel Commercio.

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