Welfare aziendale: ecco alcuni esempi di piano

Welfare aziendale
Il welfare aziendale è sempre più di moda e di sicuro rappresenta una delle novità più rilevanti per i lavoratori che cercano benefici in azienda che non sia il semplice aumento retributivo.

Questi beni e servizi erogati dall'azienda non sono soltanto più convenienti dal punto di vista economico, ma rappresentano un valore aggiunto importante per i lavoratori e le loro famiglie: parliamo di assicurazione sanitaria integrativa, sostegno alla scolarizzazione dei figli e molto altro.

Per arrivare ad un accordo di attivazione di piano di welfare ci sono due strade:
  • l'azienda può decidere unilaterlmente il piano e comunicarlo
  • l'accordo avviene attraverso le rappresentanze sindacali

Naturalmente prima di definire un piano è necessario fissare i criteri per il premio di risultato. A questo punto se il lavoratore decide di rinunciare all'erogazione economica, può convertire il premio in beni e servizi e il valore economico deve essere identico al premio. 

In questo caso quindi scatta il regime di tassazione agevolato al 10% che viene applicato nei limiti previsti dalle legge (2.000 euro e reddito non superiore al 50.000 euro). 

Il piano di welfare può comprendere varie forme di beni e servizi (artt. 51 e 100 del Tuir):
  • servizi di trasporto collettivo
  • servizi legati a finalità di educazione, istruzione, ricreazione (centri estivi e invernali) e assistenza sociale
  • assistenza sanitaria
  • servizi per l'infanzia in età prescolare
  • borse di studio

Per quanto riguarda l'erogazione di questi beni e servizi legati al piano di welfare, il datore di lavoro deve riconoscerli tramite buoni di carta o voucher. E' importante ricordare ai lavoratori che questi buoni o voucher danno diritto solo ad un singolo bene e per il suo intero valore nominale.

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