Contratto Tessile, Abbigliamento, Moda - Rinnovo 2016-2019

Rinnovo CCNL Tessile, Abbigliamento, Moda
Dopo quasi un anno dalla scadenza e ripetuti scioperi, è stato rinnovato il 21 febbraio 2017 il Contratto Tessile, Abbigliamento, Moda per quadriennio 2016-2019.

Il nuovo CCNL è stato firmato dai sindacati Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil e la federazione Sistema Moda Italia (Smi)-Confindustria ed è valido dal 31 marzo 2016 al 31 dicembre 2019. L'accordo raggiunto è molto importante in quanto riguarda oltre 420mila lavoratori in circa 40mila aziende.

Tra le novità più importanti:
  • Aumento dei minimi retributivi: aumento medio lordo di 70 euro per un 4° livello da suddividere in tre tranche:
    • 1 aprile 2017
    • 1 luglio 2018 (25 euro medi)
    • 1 luglio 2019 (20 euro medi)
    • i valori definitivi degli aumenti per i vari livelli previsti nel 2018 e nel 2019 saranno determinati in base all'indice dei prezzi al consumo Istat (IPCA)
  • Elemento di garanzia retributiva (E.G.R.): per i lavoratori che operano in aziende senza contrattazione aziendale e che percepiscono solo i minimi previsti dal Contratto Tessile, Abbigliamento, Moda, senza ulteriori superminimi, spetta un elemento di:
    • 250 euro per il 2017 (erogato a gennaio 2018)
    • 300 euro per il 2018 (erogato a gennaio 2019) e il 2019 (erogato a gennaio 2020)
  • Sanità integrativa: è stata prevista la creazione di un Fondo bilaterale a cui saranno automaticamente iscritti tutti i lavoratori del settore. Il contributo aziendale previsto è di 12 euro mensili a partire dal 1 gennaio 2018
  • Previdenza complementare: viene elevato dello 0,50% il contributo aziendale al Fondo Previmoda, fermo restando il contributo a carico del lavoratore dell'1,50%:
    • 1,70% dal 1 gennaio 2019
    • 2.00% da 1 ottobre 2019
  • Contratti a termine: previsto un aumento della percentuale (30%) per i contratti a termine sul totale dei lavoratori
  • Flessibilità: è stata aumentata la quota annua di ore previste per la flessibilità, da 96 a 104 ore
  • Ferie: il datore di lavoro potrà, in caso di particolari esigenze organizzative, programmare un periodo di ferie consecutive di due settimane. Resta la possibilità del lavoratore di usufruire di un ulteriore settimana da giugno a settembre


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